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Chatbot white label per agenzie: come rivenderlo

Come un'agenzia web può rivendere un chatbot AI ai clienti come servizio ricorrente: cosa includere, quanto farlo pagare, come convincere chi è scettico.

9 min di lettura

Di Nicolas Ricardi, Founder di Kiedi.me

Chatbot white label per agenzie: come rivenderlo

Un chatbot AI è uno dei servizi più semplici da aggiungere al listino di un'agenzia web: lo attivi in poche ore sul sito che hai già fatto, lo fai pagare ogni mese e ti dà un motivo concreto per restare in contatto con il cliente dopo la consegna.

Molte agenzie vivono di progetti: sito consegnato, fattura, e poi il cliente si rifà vivo dopo due anni. Rivendere un chatbot trasforma una parte di quel lavoro in un'entrata ricorrente. In questa guida trovi cosa includere nel servizio, come impostare il prezzo e come presentarlo a chi non è convinto. Se ti serve prima una panoramica sullo strumento, parti dalla guida al chatbot AI per sito web.

Perché offrire un chatbot ai clienti

Il motivo principale è economico: un canone mensile rende più stabile il fatturato dell'agenzia. Dieci clienti che pagano ogni mese valgono più di un progetto in più all'anno, perché li puoi prevedere.

C'è anche un motivo pratico. Tu conosci già il sito del cliente: sai dove sono i prezzi, quali pagine sono aggiornate e quali no, che cosa gli chiedono i suoi clienti. È esattamente il lavoro che serve per far funzionare bene un chatbot, e il cliente difficilmente lo farebbe da solo.

Infine, il chatbot ti tiene nel giro. Ogni mese guardi le conversazioni, noti le domande a cui il sito non risponde e proponi di aggiungere una pagina o di sistemare un testo. Il chatbot diventa una fonte di piccoli lavori in più, motivati da dati che il cliente può vedere.

Cosa include il servizio

Il cliente non compra "un chatbot". Compra la tranquillità di avere un assistente che risponde bene sul suo sito, senza doversene occupare. Per questo conviene descrivere il servizio in quattro parti.

Configurazione. Crei il bot, colleghi il sito e i documenti del cliente (listini in PDF, regolamenti, schede tecniche), scegli nome, colore, messaggio di benvenuto e fino a quattro domande suggerite. Decidi con il cliente se il bot dà del tu o del Lei e inserisci i suoi recapiti: email, telefono, link WhatsApp o pagina contatti. Sono i canali che il bot indica quando non ha una risposta. Poi installi la riga di codice sul sito, prima della chiusura del body. Se il sito è su WordPress, la guida per installare il chatbot su WordPress e WooCommerce ti mostra i passaggi.

Contenuti. È la parte che fa la differenza. Il chatbot risponde solo con quello che trova nelle pagine e nei documenti: se il sito non dice gli orari di agosto, il bot non li sa e lo dice. Il tuo lavoro è controllare che le informazioni importanti ci siano, scritte in modo chiaro, e aggiungere nella sezione "Fonti" un testo libero con i dettagli che sul sito mancano.

Manutenzione. Quando il cliente cambia prezzi o pagine, il bot va aggiornato: con il piano Agenzia Kiedi rilegge i siti ogni settimana, ma per un cambio urgente serve il pulsante "Aggiorna" nella sezione Fonti. Includerlo nel canone ti evita il caso peggiore, cioè un bot che dà un prezzo vecchio perché nessuno ha rifatto la lettura del sito.

Report. Una volta al mese apri le conversazioni, filtri quelle "Senza risposta" e mandi al cliente un breve riepilogo: quante domande sono arrivate, quali temi tornano, cosa conviene aggiungere al sito. Non serve uno strumento a parte: bastano una pagina e tre consigli concreti.

Quanto farlo pagare

Il prezzo dipende dal tipo di cliente, dalla quantità di contenuti e da quanto lavoro metti nel report. Una struttura che funziona ha due voci separate: un setup iniziale e un canone mensile. Se vuoi un'idea di quanto costano le diverse soluzioni sul mercato, trovi un confronto nella guida su quanto costa un chatbot.

Setup iniziale

Il setup paga il lavoro della prima settimana: analisi del sito, sistemazione dei contenuti, configurazione, test con le domande tipiche e installazione. È il momento in cui passi più ore, quindi non regalarlo.

Un modo semplice per fissarlo è stimare le ore. Un sito piccolo con contenuti già in ordine richiede poco; un sito con listini sparsi in dieci PDF e pagine datate richiede molto di più, e quel lavoro va pagato perché è anche un miglioramento del sito.

Canone mensile

Il canone copre il costo dello strumento, la manutenzione e il report. Conviene che sia abbastanza basso da non essere messo in discussione ogni mese, e abbastanza alto da ripagare il tempo che ci dedichi.

Ecco un listino ipotetico da cui partire, da adattare alla tua zona e al tuo tipo di clienti:

PacchettoSetupCanone mensileCosa include
Base250 €49 €Configurazione, aggiornamento dei contenuti una volta al mese
Completo450 €89 €Revisione dei testi del sito, aggiornamenti quando servono, report mensile
Premium800 €149 €Tutto il Completo, più documenti multipli, più lingue e una call trimestrale

Fai due conti prima di fissare i numeri. Il piano Agenzia di Kiedi costa 199 € al mese più IVA, oppure 1.990 € all'anno, e include 10 chatbot, 20.000 messaggi al mese in totale, 5.000 pagine e 1.000 MB di documenti: tutto il Pro per 10 siti, a meno di 20 € a sito. Con dieci clienti sul pacchetto Base di questo esempio, i canoni coprono lo strumento più volte, e il margine paga le tue ore di manutenzione e report.

Come presentarlo a un cliente scettico

Molti titolari hanno già visto chatbot che rispondono male o girano in tondo. Non serve convincerli con le parole: serve mostrare come funziona sul loro sito.

  1. Parti dalle domande che il cliente riceve già

    Chiedi al cliente quali domande gli fanno ogni settimana per telefono, email o messaggio. Orari, prezzi, tempi di consegna, documenti da portare: scrivile in una lista.

    Così la conversazione parte da un problema che il cliente sente, non da una tecnologia. E hai già le domande per la demo.

  2. Mostra una demo sul suo sito

    Prima dell'incontro crea un bot con le pagine del suo sito. Non serve installarlo: nella dashboard di Kiedi c'è la sezione "Prova", dove puoi chattare con il bot come farebbe un visitatore.

    Durante l'incontro fai le domande della lista, meglio se le scrive il cliente con parole sue. Fagli notare che sotto le risposte compaiono le pagine usate. Poi fai una domanda a cui il sito non risponde: il bot dice che non ha l'informazione e indica i recapiti. È il momento in cui lo scettico di solito cambia idea.

  3. Rispondi ai dubbi su errori e privacy

    Il primo dubbio è quasi sempre "e se dice una cosa sbagliata?". Spiega che il bot risponde solo con i contenuti del sito e dei documenti caricati, e che nel widget c'è sempre un avviso che invita a verificare le informazioni importanti. Per approfondire, la guida sulle allucinazioni dell'AI spiega perché un'AI può sbagliare e come si riduce il rischio.

    Il secondo dubbio riguarda i dati dei visitatori. Le conversazioni non vengono usate per addestrare i modelli e il widget non usa cookie di profilazione.

Gestire più clienti da un solo account

Il piano Agenzia è pensato proprio per questo: fino a 10 chatbot nello stesso account, uno per ogni cliente. Ogni bot ha le sue fonti, il suo aspetto, le sue conversazioni e i domini su cui può funzionare. Dalla dashboard passi da un cliente all'altro senza cambiare account.

Con il piano Agenzia il widget è anche white label: sparisce la scritta "Powered by Kiedi" che negli altri piani compare sotto il campo di testo. Il visitatore vede solo il nome, il colore e il messaggio di benvenuto che hai scelto per il cliente, quindi il chatbot sembra parte del suo sito e del tuo servizio.

È importante sapere come è organizzato oggi. L'account è uno solo, intestato all'agenzia: i tuoi clienti non hanno un accesso loro alla dashboard. Le conversazioni le vedi tu, e sei tu a riportargli ciò che serve nel report mensile. Per molte agenzie è un vantaggio, perché il cliente resta legato al servizio e non allo strumento.

Sul piano della privacy, il titolare dei dati dei visitatori resta il tuo cliente, cioè il proprietario del sito su cui il chatbot è installato. Il ruolo dell'agenzia dipende da come è scritto il contratto con il cliente: chiarisci questo punto con un consulente.

Il piano Agenzia non ha la prova a 1 €, prevista solo per Starter e Pro: parte subito. Trovi tutti i limiti dei piani nella pagina dei prezzi. Se vuoi vedere come funziona prima di abbonarti, scrivici.

Domande frequenti

Il chatbot può avere il marchio dell'agenzia?

Sì. Con il piano Agenzia il widget è white label: non compare la scritta "Powered by Kiedi" e per ogni bot scegli nome, colore, messaggio di benvenuto e domande suggerite. Puoi dargli il nome del cliente e il colore principale del suo sito, così il visitatore vede solo il marchio del cliente. L'unico dettaglio tecnico che resta è l'indirizzo dello script nel codice del sito, che il visitatore non vede.

Chi fattura al cliente finale?

Tu. L'abbonamento Kiedi è intestato all'agenzia e addebitato solo a lei. Al tuo cliente fatturi il servizio con i prezzi che decidi, di solito setup e canone mensile, e in quella voce includi il costo dello strumento insieme al tuo lavoro.

Posso rivendere Kiedi con il piano Starter o Pro?

No. Secondo i termini del servizio, rivendere Kiedi è consentito solo con il piano Agenzia, oppure con il nostro consenso. Starter e Pro sono pensati per chi usa il chatbot sul proprio sito.

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