Chatbot, live chat o WhatsApp Business: cosa scegliere
Differenze tra chatbot AI, live chat e WhatsApp Business per rispondere ai clienti dal sito: tempi, costi, persone necessarie e quando combinarli.
9 min di lettura
Di Nicolas Ricardi, Founder di Kiedi.me
Se vuoi rispondere più in fretta ai clienti che arrivano dal sito, hai tre strade: un chatbot AI, una live chat sul sito web o WhatsApp Business. Il chatbot risponde da solo a ogni ora, la live chat e WhatsApp mettono in contatto il cliente con una persona. La scelta giusta dipende da quante domande ricevi, da quanto sono ripetitive e da chi ha il tempo di rispondere.
Spesso la risposta migliore non è sceglierne una sola, ma usarle insieme: il chatbot per le domande che tornano sempre, una persona per il resto. Qui trovi le differenze spiegate in modo semplice e una tabella per confrontarle. Se vuoi prima capire bene come funziona un assistente automatico, parti dalla guida al chatbot AI per sito web.
Chatbot AI, live chat e WhatsApp: cosa sono
Tutti e tre servono a rispondere ai clienti per iscritto, ma cambiano due cose importanti: chi risponde e dove avviene la conversazione.
Chatbot AI
Un chatbot AI è un assistente automatico che compare in un angolo del sito, di solito come un fumetto in basso a destra. Il cliente scrive la sua domanda con parole sue e riceve una risposta in pochi secondi, senza che tu debba fare nulla.
Un chatbot come Kiedi legge le pagine del tuo sito e i documenti che carichi (per esempio un listino in PDF) e risponde solo con quelle informazioni. Sotto ogni risposta mostra le pagine da cui l'ha presa. Se l'informazione non c'è, lo dice e suggerisce i tuoi recapiti. Se ti chiedi da dove nasca il rischio di risposte sbagliate, lo spieghiamo nella guida sulle allucinazioni dell'AI.
Live chat
La live chat è una finestra di chat sul sito in cui a rispondere è una persona, in tempo reale. Tu o un collaboratore ricevete il messaggio su un pannello (dal computer o da un'app) e scrivete la risposta mentre il cliente è ancora sulla pagina.
Il vantaggio è la conversazione umana: puoi capire il caso, fare domande, rassicurare. Il limite è altrettanto chiaro: se nessuno è collegato, la live chat diventa un modulo contatti. Il cliente lascia la domanda e aspetta una risposta via email.
WhatsApp Business
WhatsApp Business esiste in due versioni, e conviene non confonderle.
La prima è l'app WhatsApp Business, gratuita da scaricare su Android e iPhone. È pensata per le piccole attività: profilo aziendale con orari e sito, catalogo prodotti, etichette per ordinare le chat, risposte rapide, messaggio di benvenuto e messaggio di assenza quando sei chiuso. Sono automatismi semplici: il messaggio di assenza dice "ti rispondiamo domani", non risponde alla domanda.
La seconda è la WhatsApp Business Platform, cioè la versione per aziende che vogliono collegare WhatsApp a un software, per esempio a un chatbot. Si usa quasi sempre tramite un fornitore partner di Meta, che si occupa dell'attivazione e di solito fa pagare il suo servizio. In più Meta addebita i messaggi, con tariffe che cambiano in base alla categoria del messaggio (marketing, servizio, notifiche, codici di verifica) e al Paese del cliente. Le regole sono cambiate più volte tra il 2025 e il 2026, quindi controlla sempre la pagina ufficiale dei prezzi di Meta prima di fare conti.
Le differenze a confronto
Ecco le tre opzioni una accanto all'altra, guardate dal punto di vista di una piccola attività.
| Chatbot AI sul sito | Live chat sul sito | WhatsApp Business | |
|---|---|---|---|
| Disponibilità | 24 ore su 24, 7 giorni su 7 | Solo quando qualcuno è collegato | App: quando rispondi tu. Platform: anche 24/7 se automatizzata |
| Chi risponde | L'assistente automatico, con i tuoi contenuti | Tu o un collaboratore | App: tu o un collaboratore. Platform: una persona o un bot |
| Costi | Abbonamento mensile fisso | Abbonamento allo strumento più il tempo di chi risponde | App gratuita più il tuo tempo. Platform: fornitore più messaggi addebitati da Meta |
| Tempi di risposta | Pochi secondi | Da pochi minuti a ore, se nessuno è libero | Dipende da quando riesci a leggere il telefono |
| Dove avviene la conversazione | Sul tuo sito, mentre il cliente naviga | Sul tuo sito | Sul telefono del cliente, dentro WhatsApp |
La differenza più sottovalutata è l'ultima riga. Una chat sul sito aiuta chi sta già guardando le tue pagine e vuole decidere adesso. WhatsApp invece sposta la conversazione fuori dal sito: è comodo per restare in contatto nel tempo, ma chi voleva solo sapere un orario deve aprire un'altra app, scrivere e aspettare.
Anche il confronto chatbot vs live chat si gioca soprattutto sul tempo. La live chat costa poco come strumento, ma ogni conversazione richiede una persona. Il chatbot costa una cifra fissa e risponde a cento domande come a una. Se vuoi fare i conti con attenzione, trovi i dettagli nella guida su quanto costa un chatbot AI.
Quando scegliere il chatbot
Il chatbot è la scelta giusta quando le domande che ricevi sono tante e si somigliano. Orari, prezzi, tempi di consegna, documenti da portare, come si prenota, dove parcheggiare: se la risposta è già scritta da qualche parte, un assistente automatico può darla al posto tuo.
Conviene in particolare se:
- Rispondi tu, tra un cliente e l'altro. Ogni messaggio ti interrompe, e non puoi stare davanti a una live chat tutto il giorno.
- Le domande arrivano quando sei chiuso. Sera, weekend, festivi: il chatbot risponde subito, invece di lasciare il cliente in attesa fino al giorno dopo.
- Hai visitatori stranieri. Kiedi risponde nella lingua in cui gli scrivono, anche se il sito è solo in italiano.
- Vuoi sapere cosa chiedono i clienti. Le conversazioni restano nello storico, e quelle senza risposta hanno un filtro apposito: capisci subito quali informazioni mancano sul sito.
Il chatbot funziona bene solo se il sito contiene le risposte. Se prezzi e condizioni non sono scritti da nessuna parte, prima va sistemato quello. Per vedere come misurare se sta davvero funzionando, guarda i KPI del customer service più utili per una PMI.
Quando serve una persona
Ci sono domande a cui un chatbot non deve rispondere, e non perché la tecnologia non sia abbastanza brava. Sono situazioni che richiedono giudizio, una decisione o semplicemente un tono umano.
Serve una persona per:
- Reclami e problemi. Un cliente arrabbiato vuole parlare con te, non con un assistente automatico.
- Casi particolari. Eccezioni alle condizioni, richieste fuori dal solito, situazioni personali.
- Preventivi e trattative. Sconti, prezzi su misura, accordi di pagamento.
- Prenotazioni e ordini. Kiedi non ha accesso alla tua agenda o al tuo gestionale, quindi non conferma appuntamenti né controlla lo stato di un ordine. Può spiegare come si prenota, se è scritto sul sito, e indirizzare il cliente a te.
In questi casi la live chat o WhatsApp sono gli strumenti giusti, perché mettono il cliente davanti a qualcuno che può decidere. Un'agenzia di viaggi che costruisce itinerari su misura, per esempio, ha bisogno di parlare con ogni cliente: lì una conversazione su WhatsApp vale più di dieci risposte automatiche.
Chiediti anche chi risponde davvero. Una live chat aperta dalle 9 alle 18 richiede qualcuno che la guardi per nove ore. Se quella persona sei tu, e intanto servi in negozio o sei in cantiere, WhatsApp è spesso più realistico: rispondi quando puoi, e il cliente ritrova la conversazione sul telefono.
Si possono usare insieme?
Sì, ed è la soluzione che consigliamo a quasi tutte le piccole attività. Il chatbot sul sito fa da primo filtro: risponde alle domande semplici, che sono la maggior parte, e quando serve una persona indica WhatsApp, il telefono o l'email.
Funziona così. Un visitatore chiede se il sabato siete aperti: il chatbot risponde subito con l'orario scritto sul sito. Poi chiede se potete fare uno sconto per un ordine grande: il chatbot non ha quell'informazione e non la inventa. Dice che per questo è meglio sentirti e mostra il tuo numero WhatsApp come link: il cliente lo tocca e si apre la chat con te.
L'idea è questa: le domande del tipo "a che ora aprite?" le chiude il chatbot, e su WhatsApp ti arrivano soprattutto richieste concrete, da clienti che hanno già letto le informazioni base.
Per farlo con Kiedi basta indicare nelle impostazioni del chatbot i recapiti da suggerire: email, telefono, numero WhatsApp o pagina contatti. Il bot li propone ogni volta che non ha la risposta, e tu ritrovi quelle domande sotto il filtro "Senza risposta" nelle conversazioni, così puoi aggiungere le informazioni mancanti al sito. Per organizzare bene il lavoro tra bot e persone, leggi anche la guida al chatbot per l'assistenza clienti.
Domande frequenti
Meglio chatbot o live chat per un piccolo negozio?
Dipende da chi risponde. Se sei tu da solo, o con un collaboratore che ha anche altro da fare, il chatbot è più realistico: risponde a ogni ora senza che tu stia davanti al computer. La live chat ha senso se hai una persona che può seguirla con continuità. In molti casi la soluzione migliore è il chatbot sul sito, con il tuo WhatsApp o telefono come contatto per le richieste più complesse.
Si può mettere un chatbot su WhatsApp?
Sì, ma non con l'app gratuita, che offre solo risposte rapide e messaggi automatici di benvenuto e assenza. Per un chatbot vero su WhatsApp serve la WhatsApp Business Platform, attivata di solito tramite un fornitore partner di Meta, con costi per messaggio che variano per categoria e Paese. Kiedi non funziona dentro WhatsApp: risponde sul tuo sito e, quando serve, mostra il tuo numero WhatsApp come contatto.